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Food delivery e retail, una questione di app - 30 Luglio 2019

Food delivery e retail, una questione di app - 30 Luglio 2019

Autore: SUPERUSER ACCOUNT/martedì 30 luglio 2019/Categorie: Home Page Dolcitalia, News Dolcitalia

Secondo una ricerca eMarketer, negli Usa 44 milioni di utenti di smartphone utilizzeranno app per la distribuzione di alimenti entro il 2020 (50 milioni entro il 2023), con un aumento di 6 milioni rispetto a quest’anno.

La preferenza dei consumatori per il food delivery è in costante ascesa, e i grocer che vogliono migliorare sul fronte delle vendite di cibi pronti dovranno mettersi in gioco per contrastare il successo crescente di ristoranti e fuori casa. La tendenza è già molto marcata negli Stati Uniti, dove oltre il 51% dei consumatori ha dichiarato ad un sondaggio eMarketer che, se il servizio fosse stato offerto, avrebbe già effettuato più ordini di prodotti alimentari tramite app presso il retailer di riferimento.

Una buona notizia per le aziende alimentari, che possono incrementare l’offerta di cibi pronti e vedono maggiori opportunità di competere con i ristoranti. Molti grocer, a loro volta, potrebbero essere attratti dalla convenienza di collaborare con un’app di un’azienda terza per offrire la consegna del cibo pronto come servizio aggiuntivo. Sempre che i costi associati ai servizi di consegna non si rivelino troppo elevati, come già lamentano alcuni operatori del retail e del franchising negli USA.

PASTI PRONTI: IL FUTURO VIAGGIA SULLE APP

Nella ricerca eMarketer, un sorprendente 83% di consumatori dichiara di essere disposto a pagare fino a 5 dollari solo per la consegna di un pasto pronto direttamente a casa propria. Un dato fondamentale non solo per retailer e ristoranti, ma anche per i gestori di app che stanno cercando di capire come lanciare nuove funzionalità senza danneggiare i loro margini né appesantire i rivenditori con costi eccessivi.

I grocer sono ancora nelle prime fasi della consegna dei pasti pronti, e se alcuni optano per le proprie piattaforme di e-commerce altri preferiscono rivolgersi a terzi. A maggio Publix ha annunciato che avrebbe iniziato a consegnare i suoi ‘subs pub’ tramite Instacart. Un mese prima, Wegmans aveva invece lanciato la sua applicazione Wegmans Meals 2Go, che smista gli ordini di ready meal attraverso DoorDash.

STRATEGIA E PROFITTO

Piattaforme specializzate come Instacart e Shipt sono già attive per molti player e si sono dimostrate affidabili. Al tempo stesso, aziende come DoorDash o Grubhub sono caratterizzate da un forte seguito e potrebbero aiutare i grocer a competere meglio con i ristoranti. Dato che sono sempre più numerosi gli store alimentari che valutano la consegna di cibi pronti nelle loro strategie, per ogni player sarà fondamentale trovare la piattaforma più adatta alla propria clientela, mantenendo al contempo un livello di profitto ottimale.

Articlo tratto da: foodweb.it

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